La festa di San Nicola a Bari – Ilaria
Ma tu non lo sai che Bari è il paese si Babbo Natale?
8-9 Maggio, Festa Di San Nicola – Santo Patrono Barese
“Perchè a Bari non c’è mai la neve a Natale, mamma?”
Era il 23 Dicembre e pioveva da ore, in modo regolare, minuzioso, snervante. Io avevo sette anni e non mi piaceva molto vivere a Bari.
Avrei preferito uno di quei posti che avevo visto solo nei film americani. Posti dove d’estate si faceva il bagno in piscina e d’inverno si spalava la neve dal vialetto e si costruivano pupazzi con la carota al posto del naso.
Io da bambino non l’avevo mai vista la neve a Natale, e solo due o tre volte l’anno in tutta la vita.
“Siamo al sud, lo sai, non fa abbastanza freddo!”
“Lo sai se ha mai nevicato il giorno di Natale?”
“Si. La nonna raccontava di una volta tanti anni fa che la mattina del 25 si svegliarono ed era tutto bianco. Fu un Natale bellissimo, diceva.”
“Come mi piacerebbe un Natale con la neve. Che poi la notte della vigilia se sei fortunato arriva Babbo Natale con la slitta, dal suo paese in Finlandia”
“Ma tu non lo sai che Bari è il paese di Babbo Natale?”
“Ma che dici! Il paese di Babbo Natale è in Finlandia! L’ho letto su Topolino!”
“Non è così, in Finlandia c’è solo il deposito dei giocattoli. Babbo Natale abita a Bari.”
Dissi che non ci credevo, e che pensavo mi stesse prendendo in giro. Lei allora mi spiegò che Babbo Natale è uno dei nomi di San Nicola, che è il santo di Bari e abita nella Basilica della città vecchia, vicino al mare.
“Scusa ma se Babbo Natale è San Nicola perché non lo dice nessuno? Io non l’ho letto da nessuna parte! se fosse vero dovrebbero dirlo!”
“Non lo dice nessuno perché è un segreto! Lo sappiamo in pochi. Babbo Natale vuole essere lasciato in pace, viene a Bari per riposarsi!”
A quel punto non mi importava più nulla della neve che non c’era, della pioggia che invece c’era, eccome.
Non mi importava più di abitare in un posto che non assomigliava per niente a quello dei film americani.
Ero contento e basta, come succede solo ai bambini. Avevo scoperto di abitare in un luogo straordinario: il paese segreto di Babbo Natale. Era una cosa incredibile, era la magia che irrompeva nella mia vita. era una cosa mia, soltanto mia.
“Ma allora se è un segreto, io non posso dirlo a nessuno?”
“Potrai dirlo solo ai tuoi bambini, quando sarai grande. Solo a loro.”
(Ne Quì Ne Altrove, Una Notte A Bari – G. Carofiglio)
La festa di San Nicola, patrono della città di Bari, si svolge ogni anno, nella prima decade di maggio, tra le vie del centro storico ed il bel lungomare del capoluogo pugliese.
A Bari arrivano decine di migliaia di “pellegrini”, spesso a piedi, nei giorni della Sagra, e la straordinaria partecipazione dei Baresi alle numerose manifestazioni, che il Comitato Feste Patronali programma, d’intesa con la Basilica di San Nicola e il Comune di Bari, fanno della festa nicolaiana uno dei più importanti appuntamenti religiosi, e socio culturali del Sud d’Italia.
Una tre giorni di feste, spettacoli e celebrazioni liturgiche per ricordare l´arrivo a Bari, il 9 maggio del 1087, delle reliquie del santo.
Già il giorno della vigilia, prima dell´inizio delle celebrazioni ufficiali, si svolgono in città una serie di riti tradizionali, come l´offerta del pane alla basilica ed il corteo storico che rievoca l´arrivo delle preziose reliquie.
Il primo giorno di festa si apre, invece, con la solenne messa celebrata dall´arcivescovo di Bari, dopodiché la statua del santo viene trasportata in mare a bordo di un´imbarcazione.
Al calare della sera, l´icona del santo patrono fa ritorno sulla terra ferma attraverso una solenne processione che percorre le vie principali della città, addobbate a festa ed ornate da festose
luminarie.
Il clou della festa si raggiunge l´ultimo giorno, allorquando, dopo la celebrazione della santa messa, si procede all´estrazione, alla presenza delle autorità civili e religiose, della Manna, ovvero del liquido che fu ritrovato vicino alle reliquie del santo.
La solenne cerimonia termina con l´atteso spettacolo di fuochi pirotecnici.
Il giorno dopo, a chiusura della festa, la statua del santo fa il suo ritorno nella Basilica.
La leggenda narra dell’impresa leggendaria dei 62 marinai baresi che nell’anno 1087 trafugarono le ossa del Santo di Myra (poi santo patrono della città) per portarle nel capoluogo pugliese ed erigere in seguito una Basilica per il suo culto.
La leggenda più famosa sulla vita di questo santo ricordata anche nel Purgatorio di Dante è quella delle monete d’oro: un nobiluomo caduto in disgrazia si disperava per la sorte delle sue tre giovani figlie per le quali non aveva una dote disponibile. Nicola volle aiutare la famiglia e, per tre notti consecutive , gettò dentro la finestra della loro abitazione tre sacchi pieni di monete d’oro. La terza notte il padre, volendo scoprire il misterioso benefattore, chiuse tutte le finestre e Nicola fu costretto ad arrampicarsi sul tetto per calare le monete giù dal comignolo. L’oro, cadendo si infilò nelle calze delle fanciulle appese ad asciugare vicine al camino e, da allora è rimasta la tradizione di appendere calze la notte di Natale per ritrovarle la mattina dopo colme di doni! La popolarità della devozione fece coincidere la festa di San Nicola, con le tradizioni Natalizie; la leggendaria generosità del santo diede origine al folklore tedesco << Sankt Klaus>> e quello anglosassone di << Santa Claus>>, entrambi corruzioni del latino Sanctus Nicolaus, che divenne poi da noi Babbo Natale.
San Nicola è considerato oggi protettore dei fanciulli, dei marinai, dei prigionieri e degli studenti.