Il nostro cammino nell'AA 2009-'10


L’omelia di p. Vincenzo

Le pagine della Sacra Scrittura ci aiutano a cogliere le cose essenziali della vita, in rapporto a Dio e in rapporto al nostro cammino di crescita. Il brano di Vangelo che abbiamo letto stasera illustra qualche elemento del processo di attesa di cose decisive. Giovanni Battista attende, ma in questo momento della sua  attesa è disorientato. Si trova in carcere, è prostrato: sappiamo che, nei momenti di oscurità, tutti i demoni “ballano” nella nostra interiorità e noi ci smarriamo. Così, nell’oscurità, nella prostrazione, Giovanni Battista è smarrito e chiede a Gesù: “Sei tu?”. In riva al Giordano l’aveva riconosciuto, aveva avuto con lui un incontro straordinario. Aveva  intuito la presenza di Dio in Gesù, ma ora che Gesù vive in un modo così discreto, non “prepotente”, non politico, il Battista si smarrisce. E Gesù cosa fa? Gesù non gli manda un trattato di buona teologia, un trattato che illustri la sua strategia, che dimostri che ha ragione, ma lo pone davanti a una testimonianza concreta: quello  che  egli fa. L’amore infatti non è una teoria, l’amore si dimostra nel fare, nel dare, nell’essere. Quello  che Giovanni è chiamato a vedere è la compassione che Gesù mostra verso la nostra condizione umana: chi di noi infatti non è quel cieco, chi di noi non quello zoppo, chi di noi non è quel povero di cui parla la pagina del vangelo? Le attese dunque – questo è il messaggio che Gesù manda a Giovanni – si stanno realizzando con la logica dell’amore. In questo Natale siamo invitati dunque a crescere nella nostra capacità di amare.

Termino condividendo con voi una preghiera.

Chiedo al Signore che anche nelle tenebre, nello sconforto possiamo trovare una traccia del suo amore, magari attraverso chi lo percepisce più di noi.
Chiedo di poter dire: fa’ o Signore che io possa porre amore nelle attese prolungate, fa’ che io sia disposto ad accogliere i modi in cui il tuo amore vorrà manifestarsi a me. Fa’ che tu possa trovare il mio amore pronto e vigilante.
I giorni che verranno siano per noi tempo di benedizione e di crescita nella capacità di amare.
Ti benediciamo, Padre santo:
nel tuo immenso amore per il genere umano
hai mandato nel mondo come Salvatore
il Verbo eterno fatto uomo.
Tu ci hai dato in Cristo
un modello perfetto di santità e di bellezza,
di giustizia e di armonia:
la comunità credente lo venera bambino
ed in lui piccolo e fragile adora Dio infinito.
Contemplando il suo volto scorge la tua bontà,
ascoltando il suo Vangelo si riempie della tua sapienza;
scoprendo le insondabili profondità del suo cuore
si illumina della luce del tuo Spirito.

La scena pura e santa della natività del Figlio tuo
sia per tutti noi via che conduce
alla pienezza di umanità
e di integra comunione con te
che sei verità che illumina,
vita che rinnova,
luce che rischiara il cammino
roccia che edifica
poesia e canto di gloria infinita. Amen.

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