L’omelia di p. Vincenzo
Il tema scelto per la festa mi tocca molto, perché evidentemente per voi e per me, non romano, mettere su CASA a Roma è molto bello ma anche impegnativo. Tocca delle profondità importanti della vita, soprattutto per la vostra sensibilità femminile, più atttenta al contesto in cui viviamo. Fa ripensare alle coordinate del proprio esistere, allo spazio e al tempo, all’ambiente: è sfida e opportunità di creatività.
Mi tocca anche per altre ragioni: quest’anno da aprile in poi abbiamo vissuto una vicinanza particolare alla realtà aquilana: siamo stati coinvolti e questo ci ha fatto riflettere sul significato della CASA. In questi giorni con la Pastorale Universitaria siamo andati al Santuario di S. Gabriele dell’Addolorata a Teramo e con gli amici, in quell’incontro, abbiamo portato simboli di ricostruzione(mattoni, sassi…) per dire il nostro desiderio di essere costruttori e ricostruttori.
Storia, cultura e religione: il significato reale e simbolico della CASA è ricchissimo, di portata spirituale e anche religiosa. Nella pregheira non possiamo non fare riferimento a Colui che ha preso DIMORA in mezzo a noi. Dio stesso si fa persona. Nella Scrittura si dice che il Corpo che Cristo ha assunto è la CASA. Si è compaginato in un’umanità, i discepoli sono partecipi dell’edificio che si costruisce alla luce dell’Amore di Dio e parte da qui.
Tutti gli elementi simbolici della casa si possono ripercorrere: le fondamenta ben radicate, strutturate, oppure fragili. Si possono riferire al Signore anche altri ambiti. Nell’Apocalisse si dice che il Signore sta alla porta della tua vita, della tua casa, e bussa. Ma la porta è particolare e ha la maniglia solo dal di dentro e non esternamente. Se la persona apre, il Signore entrerà. La casa e la stanza: il luogo fondamentale dell’incontro che è la preghiera. Il Signore chiede di entrare nella propria stanza e, chiusa la porta,, di pregare il Padre nel segreto. Il momento culminante della vita di Gesù: convoca gli aostoli nella stanza superiore e fa un banchetto attorno alla mensa. La bellezza della vita attorno alla mensa, luogo di comunione: il cenacolo.
Possiamo raccogliere l’insieme di questa meravigliosa prospettiva:: ogni elemento della costruzione della nostra vita, il rapporto con gli altri, ha a che vedere con il senso di Dio, con Dio stesso. Dal tetto alle fondamenta, dal soggiorno alla stanza per gli ospiti e a tutti gli elementi della CASA.
Cosa ritenere dal Vangelo di stasera [la casa sulla roccia/sabbia]? Il richiamo del Signore ad avere la saggezza, la sapienza che abbiamo ascoltato nella prima lettura: l’intelligenza, la luce interiore sul luogo in cui costruiamo l’edificio della nostra esistenza. E’ anche una responsabilità: siamo costruttori della nostra esistenza nella quotidianità. Riconosciamo l’origine come dato che è certezza, sicurezza, affidabilità? Lavoriamo anche con l’aiuto reciproco, che è capitale nella vita. La cultura di oggi non disprezza il solido fondamento ma ne è alla ricerca. Talvolta però è sfiduciata: chissà se c’è veramente un solido fondamento per il nostro futuro, per le relazioni, per il nostro progetto affettivo, familiare, sociale… Siamo scettici nei confronti del solido fondamento. Il rischio è che questo scetticismo entri così profondamente che non ci crediamo più e non lo cerchiamo più. Rimaniamo alla superficie, col rischio di cadere nella trappola di costruire sulla sabbia. L’invito del Vangelo è quello di riconoscere che è possibile un solido fondamento: chi ascolta la Parola costruisce sulla roccia. Non abituarsi a vivere come capita.
Nella prima lettura abbiamo sentito che c’è una sapienza che viene da Dio: c’è qualche altra luce straordinaria che dà significato alla nostra vita e viene da Dio stesso. S. Teresa d’Avila scriveva che il carisma spirituale ben riuscito si edifica e lo descriee come un “Castello interiore” formato da diverse dimore e mansioni. E’ come un diamante o cristallo. Al centro, la stanza principale dove avvengono cose di grande segretezza tra Dio e l’anima. L’augurio è quello di avere grande cura di questa stanza principale che è al centro della nostra vita, dove cose straordinarie di amore tra Dio e la nostra anima avvengono in grande segretezza.