Il nostro cammino nell'AA 2009-'10


Discorso di accoglienza

Salve a tutti,

mamma mia quante siete!  Il pubblico a cui mi sono rivolta l’anno scorso non era così folto… forse dovrei imbarazzarmi un po’, mi viene da riflettere sulla mia timidezza… che però non mi pare ci sia mai stata perciò andiamo avanti.

La lettera e la “festa” che seguirà, ma che è già inziata con la celebrazione della santa messa vuole essere una sorta di “benvenuto” che parte da noi “vecchie”  ed è indirizzato a voi “nuove”. E a proposito approfitto per chiedere a sr Paola se fosse possibile revisionare il termine che identifica le “non-nuove”. Già “Le Grandi”, andrebbe meglio.

Vorrei farvi una piccola ma confortante premessa. Per chi di voi era qui l’anno scorso sicuramente ricorderà la chilometrica lettera di Kelly, o la mia altrettanto lunga lettera di fine anno. E certamente ricorderà anche il non proprio leggero languorino che incombeva su ciascuno di noi durante  la lettura. Bè quest’anno ho deciso di alleviare la vostra sofferenza e fare qualche taglio.

Il tema della festa di quest’anno è la casa. Casa intesa come luogo accogliente, caldo, sicuro e in qualche modo familiare. Forse per alcune di voi sembrerà ancora difficile poter attribuire a questo collegio la parola Casa. Vi invito a fare però una riflessione più ampia. La casa per tutti è un luogo in cui è possibile sentirsi a proprio agio, trovare la propria serenità e i propri spazi. E in qualche modo questo collegio potrebbe avere questo requisito. Ecco capisco che già a questo punto qualcuna di voi avrebbe qualcosa da obbiettare. E me ne rendo conto!

Siamo 43 ragazze distribuite su un unico piano. La maggior parte degli spazi qui è “comune”, le stanze poi sono condivise con la propria compagna di stanza (eccezion fatta per le poche fortunate delle singole). Capisco che vista in quest’ottica è lecito constatare che oggettivamente non ci sono spazi da poter definire “propri” nell’accezione comune.

Appena arrivata l’anno scorso mi sono ritrovata nella stanza 320… che non è certo nota per la sua grandezza. In più, essendo una doppia, ho dovuto fare i conti con una serie di inevitabili problematiche legate alla convivenza..

Avendo diverse abitudini e diversi orari mi sono fin da subito resa conto che sarebbe stato necessario limitarsi per riuscire a convivere pacificamente e nel rispetto della propria compagna e delle altre ragazze. Ho imparato a rifarmi il letto appena sveglia, ad essere un po’ più ordinata, ad essere più silenziosa e tante altri piccoli accorgimenti che combinati tra loro costituiscono quella che è una buona convivenza. Certo all’inizio è stato difficile, però poi ce l’ho fatta… più o meno. E se ce l’ho fatta io, ragazze state sicure che chiunque può riuscirci!

Quello che vorrei farvi capire, è che lo spazio proprio, si trova anche in un luogo dove apparentemente sembra non esserci. Infatti proprio io stessa l anno scorso sentivo qst disagio, sentivo l esigenza di avere uno spazio tutto mio, un rifugio, un posto dove poter avere un attimo di conforto con me stessa, dove poter riflettere, dove potermi sfogare. Niente non c’era! Mi sentivo tanto impotente….poi più in la l ho trovato. Però non ve lo dico. Se lo condividessi con voi qst sera, probabilmente il mio posto segreto non sarebbe più tale e anzi diventerebbe comune.

Sappiate anche che, a mio avviso, non sono le mura e la struttura architettonica a rendere una casa tale. Ciò che conta sono le persone che ci vivono e la felicità che esprimono.

Quello che Sr P spesso cerca di farci capire che (lo dico con una frase) “questa casa non è un albergo!”. E non lo è davvero. Qui si cresce, ci si relaziona, qui si imparano le regole del buon vivere comune.

Regalo

Abbiamo preparato per voi un piccolo regalo a tema. Con la speranza che voi ricambierete il gesto….ovviamente scherzo! Se però volete prendermi in parola, sappiate che a me piacciono le macchine sportive J.  Tornando al vostro super regalo, vi tolgo la sorpresa di scoprirlo da sole /se non lo avete ancora capito) e vi dico subito che è una piccola candela profumata. Un oggetto semplice ma, a nostro avviso, in grado di creare un’atmosfera che potrebbe facilmente essere ricondotta a qualcosa di familiare. Ora vi offro un’immagine suggestiva per poter affibbiare maggior significato ed importanza al regalo che vi abbiamo fatto. Prima di suggestionarvi ci tenevo a farvi saper che il vero valore aggiunto è dato dal sincero sentimento che abbiamo nell’oggetto che riceverete (avete ricevuto)  Pensate alla piccola fiamma che lentamente fa sciogliere la cera, il profumo che emana suscita facilmente un piccolo sorriso e una diversa predisposizione alle cose. Il calore che sprigiona non è forte come quello di un camino o di un falò, è molto più delicato e magari non è facile percepirlo. Ma c’è! La piccola fiamma emana calore e con un po’ di sensibilità sarete in grado di sentirlo. … un minuto di silenzio per le belle parole…. Aspettiamo ancora un po’…. Aspè però vi avevo promesso di stringere.

RINGRAZIAMENTI

Spero di essere stata abbastanza breve da evitare qualche mancamento durante la lettura. Come di consueto ringrazio tutta la comunità religiosa che, spesso in modo tacito, ci sostiene e ci supporta.

Ringrazio Padre vincenzo che ormai è una solida presenza nei nostri incontri e diamo il benvenuto a padre francisco.

And last but not least ringrazio la nostra Sr paola che sebbene qualche volta i suoi rimproveri risultino ……… (posso dire fastidiosi?) rimane il nostro maggior riferimento, guida  proprio come Virgilio lo fu con Dante.  E non dimentichiamoci della fiabesca Lauretta sempre gentile e cordiale.

                                            Rita

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